IL CONTATTO NELLO SHIATSU

Il contatto è la prima azione che si compie nello shiatsu. Questo primo gesto riesce a dare un significato importante a ogni inizio di trattamento. Importante perché è con quel gesto che ci si porta verso la centratura e tramite quel contatto si rivela molto della situazione energetica dell’uké.
Caldo o freddo, movimento o immobilità, vitalità o inattività, energia o debolezza, agitazione o rilassamento, disponibilità o chiusura. 

Una delle più grandi difficoltà per noi che viviamo in questi tempi e in questa società è quella di riuscire a “staccare” il nostro continuo e cervellotico pensiero. Siamo sempre a rimuginare, analizzare, coordinare. Affrontiamo ogni situazione con la testa tralasciando ogni altra funzione che il nostro corpo ci mette a disposizione. L’attenzione è sempre posta alla mente e molto molto meno ai messaggi che il corpo ci manda in continuazione. 

Tante cose si possono invece capire tramite un semplice contatto: cose che vanno a completare e aumentare quello che prima si era visto o sentito o annusato, portando il tatto a divenire il senso primario. 

Trasformare la mano in uno strumento di ascolto facendola diventare spettatrice e non protagonista è un esercizio che richiede mente libera e cuore vuoto ma è fondamentale per una buona percezione e quindi valutazione energetica.

Il contatto segna l’inizio di un trattamento shiatsu e lo permea e anima fino alla fine, ma quello che lo differenzia da altre tecniche manuali è l’utilizzo del peso del corpo dell’operatore sul ricevente, la pressione mantenuta e costante per un tempo minimo, la perpendicolarità delle mani rispetto alla zona trattata, la differente postura e la respirazione in hara

© Bruno Quaresima

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